Un lavoro dopo i 50 anni: una impresa possibile

19 Ottobre 2017

Reinventarsi al lavoro dopo i 50 anni è una impresa possibile. Può capitare, purtroppo, superati i cinque decenni di vita che si debba cambiare lavoro o trovarne un altro. Una necessità che, per qualunque motivo arrivi, può e deve essere gestita.

Sì, può essere gestita, perché gli aspetti fondamentali in questa situazione è l’organizzazione e la voglia di rimettersi in gioco.

Analizzare bene il mercato e le proprie competenze

All’atto pratico, la prima cosa da fare per reinventarsi il lavoro dopo i 50 anni è sondare il mercato. Capire bene qual è la situazione attuale di quel settore nel quale si è lavorato per tanti anni. Capire bene come le competenze maturate nei precedenti decenni di lavoro possono essere ora utilizzate. Fatta questa prima disanima, bisogna trovare un compromesso fra quelle che sono capacità, esperienze, professionalità e le richieste attuali del mondo del lavoro. Il proprio bagaglio di esperienze e di capacità deve essere ora preso e modellato per rispondere a quelle che sono le necessità del mondo del lavoro. Trasformando questa situazione nell’occasione per promuovere i propri pregi.

Migliorarsi per trovare un lavoro dopo i 50 anni

In primis la capacità di affrontare e risolvere problemi acquisita finora. Oltre al fatto che, a 50 anni, si ha una ottima conoscenza di sé. Dei propri punti di forza, delle lacune, dei limiti… Quindi anche di cosa fare per migliorarsi, di quali sono quei punti da migliorare attraverso corsi di formazione specifici o un lavoro su sé stessi. Non c’è, infatti, mai una data di scadenza per il miglioramento di sé e delle proprie capacità. Trovare lavoro dopo i 50 anni è una impresa possibile, ma è anche l’occasione per accrescere ulteriormente le proprie competenze. Sia a livello regionale che nazionale, ma anche organizzati da singole imprese o studi, ci sono diversi corsi che si possono seguire per dare un peso in più al proprio curriculum. In base alle proprie competenze, poi, si può pensare anche ad un percorso di auto-imprenditorialità. Per inventarsi una propria strada lavorativa.

Fra corsi ed auto-imprenditorialità

Certo, l’aspetto economico è uno di quelli da considerare bene. Ecco allora che con i risparmi o con il Tfr rilasciato dall’azienda si può trasformare le proprie competenze, le proprie passioni, direttamente nel proprio lavoro. Anche in questo caso, anche nello sviluppo dell’auto-imprenditorialità, serve però prima compiere una fase di analisi del mercato. Dei possibili sostegni a nuove iniziative, del contesto in cui si andrà ad operare, dei costi, delle difficoltà e delle potenzialità… Fatto questo primo passaggio, poi serve fare quello che si è sempre fatto. Ovvero lavorare con passione, impegno e costanza. Perché la capacità di lavorare bene non dipende dalla carta d’identità.

 

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